Sei grandi concerti del Bologna Festival 2010 per i soci della GMI modenese
Fino al 20 febbraio, condizioni speciali riservate ai soci GMI per i concerti delle grandi orchestre ospiti della stagione primaverile del Bologna Festival: una nuova convenzione che si aggiunge a quella attivata due anni fa con Musica Insieme, l’altra grande Associazione musicale bolognese.
la GMI ha raggiunto nei giorni scorsi un accordo con il Bologna Festival per una parte della rassegna “Grandi interpreti”, che presenta alcune orchestre tra le migliori del mondo e solisti di pari livello. Questa convenzione si aggiunge a quella attivata due anni fa con Musica Insieme, altra importante associazione musicale bolognese, che consente a qualche decina di soci sostenitori di assistere a condizioni di particolare favore ad alcuni appuntamenti cameristici di assoluta eccellenza internazionale. Questa nuova opportunità consente di assistere, a prezzi ragionevoli, con la comodità del viaggio in pullman appositamente organizzato, ad alcuni concerti sinfonici di assoluta eccellenza; essa va però colta nei prossimi giorni, poiché la domanda alla biglietteria del Bologna festival è fortissima.
I posti riservati per i soci GMI sono tutti di platea, nel primo e nel secondo settore del teatro Manzoni.
Grazie alla convenzione stipulata, i soci GMI potranno assistere a tre concerti con posto nel settore A e a tre con posto nel settore B per 250 Euro, prezzo che comprende anche la trasferta in pullman da e per il Teatro Manzoni (anziché 300 Euro in settore A e 255 in settore B, al quale sarebbero da aggiungere i diritti di prevendita e il costo del viaggio).
Le prenotazioni si raccolgono, anche telefonicamente, preso la sede GMI – negli orari di apertura- entro sabato prossimo 20 febbraio 2010.
Il trasporto in pullman sarà organizzato per un minimo di 24 partecipanti .
La scelta del settore di platea (A o B) per i singoli concerti sarà effettuata dal socio al momento del pagamento.
Tutti i concerti si tengono alle ore 20,30 al teatro Manzoni di Bologna. La partenza da Modena è fissata alle ore 19, e il ritorno in città è previsto verso le ore 23,30.
Ed ecco le principali informazioni sul programma, che si trova per esteso su www.Bolognafestival.it
1. 14 marzo: il concerto inaugurale della 29ª edizione del festival vede impegnati Antonio Pappano e l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia in un programma che accosta Haydn a Bartók: il Concerto per tromba, solista Omar Tomasoni, la Sinfonia n.104 “London” e la suggestiva quanto innovativa Musica per archi, percussioni e celesta, che il pubblico modenese ha potuto ascoltare il 26 gennaio scorso al teatro Pavarotti, eseguita da Spira mirabilia,
2. 17 marzo: il Bologna Festival ospita Yuri Temirkanov con la sua Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo. In programma musiche russe di grande popolarità: la Sinfonia n. 6 “Patetica” di Čajkovskij e il Concerto n.2 per pianoforte e orchestra di Rachmaninov, solista il giovane pianista russo Roustem Saïtkoulov, che alla facilità tecnica unisce una originale vena interpretativa.
3. 3 maggio: Il terzo appuntamento sinfonico è con l’Orchestre des Champs-Elysées che insieme al suo direttore musicale Philippe Herreweghe e al pianista Alexander Lonquich , che ha chiuso la scorsa stagione della GMI modenese con un memorabile programma dedicato alla forma musicale della “Fantasia”, impagina un programma dedicato a Schumann: la Sinfonia n.4 e il Concerto in la minore op.54 per pianoforte e orchestra.
4. 23 maggio: di taglio monografico anche il programma diretto da Marc Minkowski con Les Musiciens du Louvre, che propone l’integrale dei Concerti Brandeburghesi di Bach.
5. 31 maggio: quinto appuntamento sinfonico con Myung-Whun Chung e la imponente Seoul Philharmonic Orchestra, di cui è direttore musicale da alcuni anni: un programma francese (Debussy, Ravel, Messiaen) che incornicia il Concerto per violino scritto nel 2002 dalla compositrice coreana Unsuk Chin per la violinista Viviane Hagner, che lo esegue in questa occasione.
6. 18 aprile: a metà del periodo, il concerto solistico del giovane pianista Paul Lewis, «il più penetrante allievo di Alfred Brendel», come lo ha definito il direttore artistico Mario Messinis. Lewis propone un programma che trascorre dai classici al virtuosismo romantico, affiancando Mozart e Beethoven a Schumann e Liszt.